Modello di organizzazione, gestione e controllo: la responsabilità penale delle persone giuridiche ex art. 231/2001 [Prima Parte]

Spazio dedicato al Avv. Valeria Marinuk, referente del network www.consulentiaziendaliditalia.it per la provincia di Ascoli Piceno.

Il Modello di organizzazione, gestione e controllo è il sistema interno all’azienda o all’ente in genere, che mira ad impedire o contrastare la commissione dei reati sanzionati dal D.Lgs. n. 231/2001 da parte di soggetti apicali o sottoposti.

Tale modello ha introdotto per la prima volta nell’ordinamento italiano, la responsabilità in sede penale degli enti, squarciando gli argini dello storico principio italiano “societas delinquere non potest”.

Di matrice tedesca, la responsabilità penale degli enti, ricalca un modello d’importazione, che già nell’ottocento presupponeva la colpevolezza di organizzazione (Organisationsverschulden) per poi orientarsi ai più attuali sistemi statunitensi di compliance programs messi a punto nelle Federal Sentencing Guidelines for Organizations in vigore già dal novembre del 1991.

A tale quadro è da addizionare, la responsabilità della persona fisica che ha realizzato concretamente l’illecito. Dunque, le aziende e gli enti (sia pubblici che privati) possono essere chiamati a rispondere in sede penale per taluni reati commessi nel proprio interesse o a vantaggio dei propri amministratori o dipendenti.

Dalla entrata in vigore del decreto e soprattutto negli ultimi anni, copiosi interventi del Legislatore hanno esteso la responsabilità amministrativa degli Enti (che in realtà è penale) ad una gamma sempre più vasta di reati.

Tuttavia, qualora il soggetto indagato riesca, nel corso del procedimento penale a dimostrare di aver adottato ed efficacemente attuato modelli di organizzazione, gestione e controllo idonei a prevenire la realizzazione degli illeciti penali considerati, è prevista l’esclusione della responsabilità.

La compliance è l’unico rimedio ex ante alla criminalità d’impresa, ma soprattutto, nonostante il dettato normativo ponga in termini facoltativi e premiali l’adozione del modello, de facto costituisce sempre più un obbligo.

Nei prossimi giorni pubblicheremo la seconda parte di questo elaborato, vi invitiamo a rimanere aggiornati quotidianamente attraverso il portale www.imprenditoreitaliano.it

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