Non andare a passo di lumaca, affrettati ad avviare il tuo business di successo!

A cura della Dott.ssa Esmeralda Trogu, referente del network www.consulentiaziendaliditalia.it per la provincia di Oristano, una nuova rubrica dedicata a ‘IDEE DI BUSINESS NEL MONDO’…

Chi per raffinatezza gastronomica, chi per moda, chi per i particolari apporti nutrizionali, chi per vincere il pregiudizio, tutti vogliono gustare le lumache di terra.

Lo dice anche Slow Food: la carne di lumaca non solo va consumata, ma anche salvaguardata e controllata.

Se siete dinamici e innovatori il vostro futuro potrebbe essere nell’elicicoltura biologica. Il mercato ha ottime potenzialità, le lumache di allevamento sono riconosciute dai consumatori come le migliori. Un allevamento di lumache può essere avviato con investimenti anche contenuti e con bassi costi di produzione.

Diventare produttori di lumache comporta un impegno ben integrabile con altre attività agricole e non agricole e garantisce buoni guadagni, soprattutto per chi riesce a vendere le lumache direttamente ai clienti finali. Inoltre, si possono allevare le lumache anche su terreni incolti e non servono particolari attrezzature.

Aprire un allevamento di lumache non è un’attività molto comune. Nonostante ciò si tratta di un settore in forte crescita.

In effetti, le lumache di terra sono molto richieste in quanto considerate non solo una prelibatezza gastronomica ma anche un alimento con importanti caratteristiche nutrizionali.
Le potenzialità di un allevamento di lumache, dunque, sono veramente alte e creare un’attività imprenditoriale in questo campo può rivelarsi un ottimo investimento.

Si tratta, infatti, di un settore che garantisce buoni guadagni e non richiede particolari difficoltà. Il mercato relativo a quest’attività è, dunque, in continua crescita. L’interesse per la produzione in allevamento, infatti, è cresciuto molto negli ultimi anni. Il business mondiale delle chiocciole nel 2010 ha toccato i 10 miliardi di Euro. Nonostante la crisi, dunque, il consumo di lumache continua a crescere di anno in anno.

Ecco una semplice mini-guida su tutto ciò che c’è da sapere per avviare un allevamento di lumache.

L’elicicoltura, ovvero l’allevamento di lumache a scopo alimentare è un settore ancora poco diffuso nel mondo dell’imprenditoria e questo perché spesso non si conoscono bene i possibili vantaggi o svantaggi ai quali si può andare incontro investendo in questo campo, ancora molto inesplorato. Innanzitutto, non si può improvvisarsi imprenditori da un giorno all’altro, ma è importante acquisire delle conoscenze approfondite in materia. Inoltre, per avviare un allevamento bisogna disporre di vasti terreni, idonei alla crescita di questi molluschi.

Per avviare l’allevamento, all’inizio della primavera, vengono inserite nel terreno recitato le chiocciole fattrici, destinate ad accoppiarsi e riprodursi. Le nuove nate vanno poi nutrite per l’ingrasso, utilizzando vegetali completamente biologici, senza l’aggiunta di sostanze chimiche, quali bietola, cavolfiore, radicchio, broccoli. Inoltre alcuni vegetali come le foglie di insalata servono per permettere alle lumache di proteggersi dal troppo caldo in estate e dal freddo in inverno.

È importante che le lumache vengano allevate all’aperto, in quanto per crescere hanno bisogno di luce, per cui è necessario utilizzare delle strutture protettive per salvaguardarle affinché non vengano attaccate da predatori, come roditori e uccelli. Le lumache ripetiamolo, per crescere hanno bisogno della luce; ovviamente, essendo allevate all’aperto, è necessario che vengano predisposte idonee strutture protettive (recinzioni, reti, teli e quant’altro necessario per salvaguardarne l’integrità).

Le recinzioni hanno un’importanza fondamentale nella gestione dell’allevamento di lumache; servono a proteggere le lumache dagli attacchi di topi e uccelli e devono ovviamente impedire la fuga delle lumache stesse; la recinzione deve essere concepita in modo da agevolare la corretta respirazione dei molluschi; fuori terra la recinzione dovrebbe raggiungere un’altezza di 70 cm circa e va interrata per almeno 40 cm (per evitare l’ingresso delle talpe). Il materiale delle recinzioni deve essere liscio perché va impedito anche l’ingresso di insetti camminatori come Stafilino e Silfa; ovviamente è anche opportuno che sia piuttosto resistente perché è sempre sottoposto alle intemperie.

In base alle esperienze di molti allevatori di lumache, l’interno di un allevamento elicicolo deve essere suddiviso in settori (recinti) intervallati da passaggi senza erba della larghezza di circa 80-100 cm che costituiranno le necessarie aree di servizio per il compimento di tutte le operazioni di gestione. Grazie a questi passaggi diserbati l’allevatore può camminare tranquillamente all’interno dell’allevamento senza calpestare le proprie lumache e può raccoglierle più agevolmente.

Infine, è fondamentale pulire ed irrigare costantemente i terreni, in modo da ottenere un habitat in condizioni ottimali per lo sviluppo delle lumache. Tutte le informazioni sulle normative igieniche da rispettare, possono essere richieste presso le ASL regionali.

Un aspetto negativo è che, soprattutto all’inizio, il tasso di mortalità delle lumache è molto alto, infatti, ogni lumaca è in grado di produrre circa quaranta uova all’anno, delle quali però riusciranno a sopravviverne solo la metà. Esse potranno essere poi immesse sul mercato, una volta raggiunta l’età adulta, e cioè intorno ai due anni di vita.

Qual è l’investimento iniziale per avviare quest’attività?

Per un impianto di circa 5000 metri quadrati lordi i costi iniziali sono:

Circa 6000€ per il materiale di recinzione, sia interno che perimetrale;

Sui 1000€ per i materiali disinfettanti e derattizzanti;

600€ per i materiali per la semina specializzata,

Circa 5000€ per 24.000 chiocciole da allevare;

Per incentivare l’elicicoltura molte regioni hanno stanziato degli aiuti pubblici, soprattutto per invogliare i giovani ad avviare attività imprenditoriali.

Per quanto riguarda l’ aspetto fiscale, l’elicicoltura è considerata a tutti gli effetti un’attività agricola.
Pertanto sono richiesti:

Iscrizione al Registro delle Imprese agricole in Camera di commercio;

Partita Iva;

Iscrizione Inps e Inail;

Valutazione del rischio L.626/1994

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